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    28-05-2010

    Insieme per riconoscere e combattere la dislessia.


    Tutti    gli    alunni  delle classi prime della Scuola Primaria del nostro Istituto   parteciperanno al progetto  Non è mai troppo presto.

    Categoria: Generale
    Postato da: admin

    Circa 350.000 studenti italiani fra i 6 e i 19 anni (mediamente uno studente ogni classe di 20 alunni) soffrono di dislessia, causa frequente di abbandono scolastico e di correlati problemi di autostima e di motivazione all'apprendimento.
    Per offrire un sostegno a questi ragazzi, il MIUR,  l’AID (Associazione Italiana Dislessia) e la Fondazione Telecom Italia, hanno firmato lo scorso 3 marzo un Protocollo d'Intesa finalizzato a realizzare  il progetto "Non è mai troppo presto".

    Il collegio dei docenti ha approvato l’adesione della nostra scuola al progetto, riconoscendo come una diagnosi tempestiva sia determinante per il recupero dei disturbi specifici di apprendimento e come, con un intervento in modo corretto entro il secondo anno della scuola primaria, si può ridurre l'entità del disturbo in modo significativo, molto più che negli anni successivi.
    Il progetto, infatti, mira al riconoscimento precoce dei disturbi specifici dell'apprendimento. Seguirà per 3 anni I'evoluzione delle competenze di lettura e scrittura di circa 8000 bambini, individuati casualmente tra la popolazione scolastica in numerose province in tutta Italia, in modo che essi siano rappresentativi della realtà nazionale (circa 420 classi e Insegnanti della Scuola Pubblica e Privata).

    A tutti i bambini sarà somministrata una prova di carattere scolastico al termine del I, del II e del III anno della Scuola Primaria. La prova verrà svolta con una modalità che ne garantisce il completo anonimato; solo l’insegnante potrà associare il nome del bambino ai materiali da lui prodotti. In ciascuna fase i genitori saranno informati sui risultati ed i bambini in difficoltà saranno monitorati nella loro evoluzione con frequenza semestrale.

    Il progetto,  si propone di definire e sperimentare un protocollo di screening scientificamente attendibile, replicabile in modo omogeneo sul territorio nazionale, per individuare gli indicatori di rischio più sensibili e verificare l'efficacia di interventi didattici mirati e precoci.

    Il progetto prevede inoltre un percorso di formazione per i docenti utile per accrescere le loro competenze e  valorizzarne le professionalità.